A nord di Londra by Enrico Fontana;

A nord di Londra by Enrico Fontana;

autore:Enrico Fontana; [Fontana;, Enrico]
La lingua: ita
Format: epub
editore: edigita
pubblicato: 2022-06-29T22:00:00+00:00


Il titolo e la copertina dell’album

Le fonti ispirative del titolo dell’album sono molteplici e sempre fortemente legate allo spirito e alla verve di Pyle. Il tutto parte dall’effettiva esistenza di una vera e propria organizzazione denominata “The Rotters’ Club” che non era così improbabile e immaginaria come poteva sembrare, ma nasceva da una sorta di unione informale e da uno stretto rapporto di comunanza d’interessi messo in piedi tra Pyle, Elton Dean, il road manager Benj Levefre e il chitarrista Bernie Holland (già con Jody Grind). Lo scopo del tutto era quello di condividere ogni sorta di battuta, scherzo, pratica estrema che alla fine portò il gruppetto a trasformarsi anche in una band occasionale che tenne pure un concerto nella notte di Natale del 1977. Tale circostanza vide altresì coinvolti Dave Stewart, Gary Windo e membri assortiti dei Patto.

La prassi degli scherzi tra membri dei gruppi musicali era una cosa molto comune e assai diffusa nell’Inghilterra del tempo con le cronache che riportano tra i più estremi e bizzarri quelli riferiti ai vari componenti di Black Sabbath, U.F.O., Sex Pistols e Clash.

L’idea del Rotters’ Club era che tutti gli iscritti avevano il diritto di fare le cose più orribili e folli verso gli altri associati, a condizione però che nessuno se la prendesse a male e nel qual caso si era autorizzati a rispondere con un’azione ancora più estrema. La cosa prese una china veramente esagerata e incontrollabile soprattutto con la presenza di Benji Levefre, quando questi seguiva il gruppo a supporto dei numerosi tour. Lo stesso Lefevre chiarisce la cosa oltre che dal lato cameratesco anche su quello musicale: “Pip e io eravamo entrambi burloni incalliti. Stavamo sempre a escogitare chi avrebbe fatto la cosa più oltraggiosa. Ma oltre al lato dello scherzo, il Rotters’ Club aveva anche un’influenza musicale. Questo modo di fare le cose, di sfidarsi a vicenda e continuamente lo abbiamo visto all’opera anche nei duetti improvvisati tra Elton e Pip. Non si sono posti limiti anche qui”.

Un’altra possibile e parallela fonte d’ispirazione scaturisce dalla creazione di un fantomatico “Staff di Hatco”. Cos’era questo Hatco? Probabilmente un acronimo di Hatfield & Co., era soltanto un nome scherzoso per indicare tutte le persone che ruotavano attorno al gruppo: musicisti, roadie, casa discografica, management, ecc., che permettevano la tenuta in vita della band. Questo Staff posava quasi del tutto sulle spalle del sempiterno Dave Stewart, come ricorda Pip Pyle: “Dave aveva aperto un conto corrente bancario per la band nel quale ero anch’io co-firmatario, per tutte le attività che servivano. Ci ha persino fatto registrare per il versamento della V.A.T. [il corrispondente dell’Iva italiana], un’impresa in sé poiché compilare i moduli da solo era complicato come nemmeno la fisica nucleare! Certamente era il contabile più organizzato che abbia mai incontrato: i suoi resoconti dei tour erano dettagliati, accurati e corretti. Anche un pacchetto di gomme da masticare acquistato a spese del gruppo aveva una voce separata. Quasi una forma d’arte!”. Lo “Staff di Hatco” verrà citato nelle note del disco.



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